Esplorando il Taj Mahal: storia del monumento più romantico del mondo

“Una lacrima di marmo, ferma sulla guancia del tempo”

Con queste parole, il poeta indiano Rabindranath Tagore evocava quello che oggi è considerato una delle meraviglie del mondo: il Taj Mahal, il Palazzo della Corona.

Al solo menzionare India la nostra associazione di pensiero corre fugace verso l’edificio più celebre al mondo e India ne è il suo sinonimo. La magia del Taj Mahal richiama ogni anno milioni di turisti come falene su una fiamma meravigliosa.

Il Taj Mahal si trova nella regione del Rajasthan nella deliziosa città di Agra, città indiana che conta 1 milione e mezzo di abitanti, a sud della capitale Delhi.

 

Alcuni monumenti celebri non si rivelano all’altezza delle aspettative quando sono visti dal vivo, ma il Taj Mahal giustifica ampiamente tutti i superlativi.

 

Forse è lo scintillante marmo, che cambia di tonalità dal bianco all’azzurro, all’arancio e al rosa a seconda della luce. Forse le linee aggraziate dei suoi minareti slanciati.  Forse la simmetria delle alte cupole.  Forse la storia tragica e romantica della sua costruzione.

Questo è ciò che rende il Taj Mahal unico e magico.

Monumento all’amore per eccellenza, da visitare almeno una volta nella vita.

Armatevi di pazienza perché dovrete farvi largo tra schiere di visitatori che bramano per osservare e contemplare ogni angolo del celebre marmoreo mausoleo. Per evitare ciò, ho preferito comprare il biglietto online per saltare una fila che sicuramente sarebbe stata lunghissima.

 

“Avete mai visto un castello in aria? Qui ce n’è uno, portato giù sulla terra e fissato per la meraviglia dei tempi”

 

Il poeta americano Bayard Taylor invece usa queste parole descrivendo benissimo l’idea: poesia che si staglia nel cielo. Quest’immagine la si vive appieno all’alba.

Con l’arrivo del giorno, man mano che i raggi di sole lo colpiscono, il Taj Mahal sembra emanare una forza propria. Le migliaia di pietre preziose si infiammano nel riflesso del Sole. Sembrano muoversi, in maniera quasi ipnotica.
È la vita, la luce, che prende il sopravvento su questo edificio che è, in realtà, una delle più grandi tombe mai costruite dall’uomo. In questo caso, da un uomo innamorato.

Posso confermarvelo poiché ho avuto il piacere immenso di vederlo all’alba e vi giuro, è uno spettacolo! Ci sono venute le lacrime agli occhi.

Si rimane incantanti di fronte ad un monumento cosi perfetto, bianco scolpito, ti infonde una pace indescrivibile.

Un silenzio assordante, nonostante l’orda di turisti.

Una visita programmata da tempo, il biglietto comprato 4 mesi prima; la nostra gita è partita da Delhi, soggiornavamo la, il viaggio è durato circa 2 ore e mezzo di macchina. Ci siamo alzati alle 2, con la stanchezza sulle spalle ma la gioia nel cuore, siamo stati ripagati.

 

… LA SUA STORIA

Per capire e apprezzare in pieno il Taj Mahal bisogna addentrarsi un po’ nella sua storia, sognare ad occhi aperti e lasciarsi trasportare romanticamente dalla fantasia.

Il Taj Mahal è un palazzo che narra la storia di un amore, di una morte, di una promessa, divenuta poi ossessione.

Edificato sulle sponde meridionali del fiume Yamuna, la costruzione del Taj Mahal fu commissionata dal quinto imperatore moghul Shah Jahan al fine di ospitarvi la tomba della terza moglie, Mumtaz Mahal.

Un matrimonio, il loro, di amore e non di interessi, nonostante sia stato combinato, divenuto certezza negli anni a venire.

La moglie Mumtaz Mahal morì tragicamente durante il parto del loro quattordicesimo figlio; a tal notizia l’imperatore fu preda di disperazione, impazzì dal dolore tanto che i  suoi capelli e la barba divennero, nel giro di pochi mesi, completamente bianchi. Per otto giorni non mangiò.
Per due anni niente musica, gioielli e profumi. Impensabile per una corte che era famosa in tutta Europa per gli eccessi di oppio e alcol.

Storia di un amore e di una promessa, la promessa della principessa, fatta prima di morire, di non essere mai dimenticata e che per lei venisse costruito un monumento funebre degno della loro unione.

Per rendere la sua memoria eterna, Shah Jahan decise di far costruire nel 1632 il più grandioso monumento mai costruito per una donna, un momento che parla realmente di amore, è tangibile.

La costruzione del mausoleo durò la bellezza di 22 anni: vennero chiamati architetti, artisti e artigiani da tutto il mondo, soprattutto dalla Persia e utilizzati materiali pregiati come il marmo bianco dalla città indiana di Makrana, in Rajasthan, la giada dalla Cina, i lapislazzuli dall’Afghanistan e gli zaffiri dallo Sri Lanka.

Il progetto di Shah Jahan non finiva con la costruzione del mausoleo per la moglie, la sua idea era quella di edificare sull’altra sponda del fiume Yamuna un palazzo simile, di colore nero, che sarebbe diventato la sua propria tomba. I due mausolei, poi, sarebbero stati uniti da un ponte d’oro, come a significare che sarebbero stati insieme nell’aldilà, per l’eternità.

Purtroppo però, subito dopo la fine della costruzione del Taj Mahal nel 1643, Shah Jahan fu deposto dal figlio ed imprigionato in una delle torri del forte di Agra e il mausoleo nero non fu mai realizzato.

CONSIGLI PRATICI 

Consiglio di visitare il Taj Mahal con una guida competente, diffidate da tutti coloro che troverete all’ingresso, perché ne troverete tanti di personaggi cosi, che si spacciano per guide o altro. Fate molta attenzione.

Avere una guida con voi vi permetterà di scoprire tutti i particolari architettonici che caratterizzano questo monumento, entrare nei dettagli della storia e della costruzione. La guida saprà anche indicarvi i punti migliori da cui scattare fotografie.

Noi ci eravamo affidati ad un tour trovato su Get Your Guide, la piattaforma che preferisco per viaggiare, una certezza ormai. La guida si chiama Keeper Landwey | Tours & Activities e la raccomando vivamente.

QUANDO VISITARE

Il momento migliore è indubbiamente alle prime ore del giorno; in alternativa al tramonto, per un favoloso gioco di colori.

ORARI, COSTO E VESTIARIO

Il Taj Mahal è visitabile tutti i giorni dalle 6 alle 19, tranne il venerdì. Il costo di entrata è di 750 rupie, 10 €, mentre per gli indiani il costo è di 7 rupie, 10 centesimi.

I controlli sono rigorosi: prima di entrare sarete sottoposti a scan, vietatissimo portare all’interno cibo, videocamere, oggetti appuntiti e anche il treppiedi della macchina fotografica.

Fate particolarmente attenzione alle scimmie, sono ovunque (considerate sacre dal popolo indiano) e rubano qualsiasi cosa!! La guida ci raccontò che son molto furbe e velocissime e riescono in un battibaleno a portarsi via il vostro portafoglio o il vostro cellulare… non li rivedrete più!

Il vestiario deve essere adeguato alla cultura indiana: no a pantaloncini corti, magliette scollate con spalle scoperte, non è rispettoso.  Andrà benissimo un vestito lungo, un paio di pantaloni leggeri lunghi al ginocchio e una maglia corta. Per entrare nel mausoleo avrete due scelte: entrare scalzi o mettere le scarpe dentro un sacchettino blu che vi sarà dato all’ingresso, gettabile via in seguito. Nel mausoleo ahimè non si possono fare foto..

COME ARRIVARE

  • In aereo: è il modo più veloce per raggiungere qualsiasi posto, Agra ha il suo aeroporto a 7 km dal centro della città, inoltre la Indian Airlines copre la zona di Agra con diversi voli al giorno. In alternativa, se non atterrate direttamente ad Agra, l’hub più vicino è l’Indira Gandhi International Airport a Delhi.
  • In treno: Agra è ben collegato con il resto del paese da una rete ferroviaria molto efficiente e, da Agra, partono diversi bus diretti verso importanti città dell’India.
  • Trasporto locale: giunti ad Agra, per raggiungere il Taj, potrete usufruire di taxi, risciò o biciclette che vi condurranno direttamente a destinazione.
  • In auto: da Delhi due ore di viaggio.

 

Per una visita completa e per sognare ad occhi aperti, cliccate qui

 

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