Ponte Vecchio a Firenze: storia, leggende e curiosità

Ponte Vecchio a Firenze: storia, leggende
e curiosità del ponte più bello e romantico del mondo

Tour Eiffel per Parigi, Big Ben per Londra, Colosseo per Roma.. cosa accomunano questi edifici a queste tre città europee? Indubbiamente ognuna il simbolo dell’altra.

Cosi vale anche per il Ponte Vecchio a Firenze: il luogo più iconico e famoso del capoluogo toscano.

Ponte Vecchio a Firenze: storia e leggende

Brulicante di turisti a tutte le ore del giorno, musicisti e ritrattisti, Ponte Vecchio è il luogo più fotografato di Firenze nonché simbolo eterno della città ma conoscete la sua storia?

Risalente all’epoca medievale, è sopravvissuto ad eventi disastrosi di ogni tipo, da incendi ad alluvioni.

La prima di queste nel 1218 che portò all’inevitabile decisione di ricostruire il ponte da capo. Nel 1345 se ne assunse la responsabilità Taddeo Gaddi o Neri di Fioravante, discepolo di Giotto, progettando il ponte su tre archi, più profondi e resistenti alla furia dell’acqua.

Nel 1442 l’autorità cittadina, al fine di salvaguardare la pulizia e il decoro, obbligò i macellai a posizionare le proprie botteghe su Ponte Vecchio, per isolarli dai palazzi del centro e permettergli di gettare gli scarti delle lavorazioni direttamente nel fiume.

Da allora il ponte divenne il mercato della carne e i macellai, diventati  in seguito proprietari delle botteghe, per ottenere più spazio, aggiunsero delle stanzette sospese sul corso del fiume.

A dare un forte contributo ci pensò il celebre Giorgio Vasari nel 1565.

Vasari costruì per Cosimo I il Corridoio Vasariano, la galleria che collega Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti, l’allora dimora privati dei Medici.

Infine nel 1600 furono infine aggiunti i retrobottega sostenuti da beccatelli (o “sporti”), che danno al ponte l’attuale aspetto, unico al mondo.

Le botteghe di pescivendoli, macellai e conciatori nel 1593 per ordine di Ferdinando I, che non sopportava gli odori sgradevoli sotto le finestre del Corridoio Vasariano, dove passava ogni giorno, furono occupate da orafi e gioiellieri.


Ponte Vecchio è uno dei pochi ponti rimasti in piedi
dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale

La storia ufficiale racconta che il ponte fu salvato grazie all’intervento del console tedesco Gerhard Wolf, che ne rimase talmente affascinato al punto di risparmiarlo e non farlo saltare in aria come avvenne con tutti gli altri ponti cittadini.

C’è anche un’altra storia, più recente e prettamente romantica: si narra che, nel momento in cui fu tutto pronto per far saltare in aria Ponte Vecchio nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1944, si evitò la catastrofe grazie al coraggio di due intrepidi orafi che riuscirono a disinnescare i cavi già installati, impedendo la detonazione delle bombe.

Costruito in epoca romana, tuttavia conserva l’aspetto attuale, conservato egregiamente per quasi 800 anni.

All’epoca si costruirono attorno case, adesso queste case non sono altro che negozi di orafi e gioiellerie.