Viaggiare fa bene e ci rende più intelligenti: lo dice la scienza

C’è una correlazione se menzioniamo intelligenza emotiva e viaggio.

Siamo ormai abituati a pensare all’intelligenza come quoziente intellettivo, perciò pensiamo subito alle capacità logiche e matematiche, dimenticando di essere invece portatori di due menti: quella razionale e quella emozionale.

 

Ma che cos’è l’intelligenza emotiva

a cosa serve e perché ha a che fare con il viaggio?

 

L’intelligenza emotiva lo dice già il suo aggettivo, è l’intelligenza delle emozioni.

Prima del “cervello pensante” , sin dai primordi esisteva il “cervello emozionale”, perciò le emozioni, proprio coloro che hanno fatto si che l’uomo sopravvivesse anche in ambienti ostili, affinasse la sua intelligenza, contribuendo ad elaborare fini strategie che sono alla base dell’evoluzione umana.

Un tipico esempio di mente emozionale che ben funziona?

Riuscire a gestire le proprie emozioni al meglio per entrare in empatia con il mondo esterno, perciò ogni qualvolta che proveremo rabbia, tristezza, paura, felicità, disgusto riusciremo a canalizzare nel modo giusto queste emozioni per rapportarci come meglio possiamo con gli altri. Se cosi non fosse sarebbe come un aereo che non decolla nonostante possa, giusto per citare un esempio a caso… 😉

Snocciolando la questione e arrivando al punto:

il viaggio cosa c’entra in tutto questo?

 

Proviamo a vedere il viaggio come un acceleratore, quindi cambiando marcia man mano che diamo gas e velocità.

Sta di fatto e di certo che stando seduti sul divano di casa non potrà mai succedere niente, che emozioni volete provare? Rimaniamo sempre in prima, al massimo metteremo una seconda…

Al contrario viaggiare accende le emozioni, arriviamo a mettere la quinta, a tutto gas!! E andiamo veloci, proviamo una serie di emozioni anche contrastanti tra di loro, emozioni che ci fanno sentire vivi.

In soldoni…

Chi viaggia ha una mente più creativa e brillante

rispetto a chi preferisce rimanere a casa

Viaggiare è indispensabile, viaggiare è vita, viaggiare è tutto, viaggiare è la mia più grande passione.

Quante volte abbiamo sentito pronunciare queste frasi? Magari noi stessi lo abbiamo fatto.

Io però voglio andare ancora oltre… Viaggiare è molto di più che prenotare un volo, un hotel, preparare la valigia e partire non trovate?

Viaggiare fa indubbiamente bene e ci rende più intelligenti. Avete mai pensato al perché?

 

Mente più attiva e largo alla creatività   

Sperimentare nuove esperienze, che sia non solo vedendo ma anche toccando e gustando sapori nuovi, sperimentare interazioni più complesse come quelle che ci mettono a stretto contatto con nuove culture o persone, sveglia e rivitalizza la nostra mente, che diventa più vivace, recettiva e di conseguenza più creativa.

Del resto è dimostrato che uscire dalla propria zona di comfort stimola l’intelligenza e la creatività.

Gli instancabili viaggiatori affetti dalla Sindrome di Wanderlust hanno perciò una mente più elastica e pronta al confronto rispetto a tutti coloro che preferiscono rimanere comodamente sul loro divano di casa.

 

Capacità di problem solving più accentuate

In correlazione a quanto scritto poco fa, proprio la capacità di viaggiare di più rende più intelligenti e creativi; perciò guardando un problema da più angolazioni aiuta a risolver i problemi con molta più facilità.

Da uno studio condotto dal Journal of Personality and Social Psychology, si sostiene che gli studenti che hanno avuto esperienze all’estero riescono a risolvere un problema il 20% con più facilità rispetto a coetanei che non hanno viaggiato.

 

Nervi saldi 

Quante volte sarà capitato un qualche imprevisto durante un viaggio? Scommetto tante! Dopotutto non sarebbe un vero viaggio se tutto filasse liscio come l’olio… 😛

Ecco, proprio questo, affrontare un imprevisto, un qualcosa di non programmato, fa si che si accenda la mente e che si trovi un’alternativa. Più imprevisti capitano più si impara a gestirli, più impariamo a tenere i nervi saldi davanti a ciò che richiede un’immediata soluzione.

Ed è qui che entra in gioco la nostra intelligenza emozionale, quella che fa si che le nostre emozione vengano calibrate e gestite al meglio. Lo so, è più facile a dirsi che a farsi: ci troviamo in un paese straniero, lontani dai nostri comfort e ambienti quotidiani, due fattori che riducono drasticamente il potere di controllare gli eventi esterni. Si può tuttavia fare molto con quelli interni!

Potremmo scoprire di avere risorse sconosciute, ci metteremo alla prova ed avremo la capacità di fronteggiare qualsiasi situazione senza perdere la calma, anzi a soluzione trovata ci rideremo su.

 

Mettersi costantemente alla prova 

La routine, si sa, molto spesso è letale. Fare le stesse cose tutti i giorni diventa macchinoso, non pensiamo quasi più a cosa facciamo e perché, lo facciamo e basta. Ergo non esiste più il confronto con il mondo esterno e anche con noi stessi.

Viaggiare, esplorare, sperimentare nuove esperienze, sapori, luoghi, nuove culture, mette in gioco un meccanismo diverso rispetto al solito. Ci confrontiamo con nuove realtà, aumenta la nostra curiosità. E’ un buon modo di testare se stessi. Potremmo scoprire di avere risorse che pensavamo di non possedere!

 

Apertura mentale

Viaggiando logicamente vediamo nuove realtà, cose che mai pensavamo di poter vedere.

Per questo motivo viaggiare ci permette di vedere tutto da un’altra prospettiva, non sempre tutto è nero o bianco ma nel mezzo ci sono le sfumature.

Viaggiare allarga l’ampiezza di vedute e rende migliori, ma non solo. “I viaggi all’estero aumentano sia la flessibilità cognitiva che la profondità di pensiero e la capacità di elaborare connessioni tra diversi concetti” ha dichiarato Adam Galinsky, studioso della Columbia University di New York in un’intervista a The Atlantic Magazine.

Quanto più si interagisce con nuove persone e culture, più la mente diventa creativa, quanto più noi diventiamo intelligenti.

 

Conoscere se stessi 

Chi di noi non ha fatto un viaggio in solitaria? E quando siete tornati, ditemi… non eravate più gli stessi, giusto?

Applicabile certo anche a chi lo fa in compagnia…

L’unica regola del viaggio è non tornare come sei partito, torna diverso

Di questa frase ne faccio tesoro, è diventata il mio mantra: credo fermamente che viaggiare permetta a noi stessi di metterci completamente a nudo.

Finché non ci mettiamo alla prova in situazioni nuove non sapremo mai cosa siamo in grado di fare.

 

Il giudizio altrui non ci condiziona

Giudicare ci viene molto spesso naturale, ahimè è la verità. Succede un pò a tutti. Bisogna lavorarci su.

Durante un viaggio però se si giudica non si conosce, se si giudica si resta fuori dalle cose, dagli incontri, dalla possibilità di evolversi.

Vedere il giudizio da un’altra prospettiva ti rende consapevole della sua stessa natura, di come sia un’impalcatura del pensiero e di quanto serva a proteggerti da ciò che, semplicemente, è diverso da te.

Praticando l’assenza di giudizio saprai scrollarti di dosso quello altrui.

 

Mettersi nei panni degli altri

Una mente chiusa non possiede empatia, non riuscirà mai ad immedesimarsi.

Viaggiare aiuta in questo, permette di metterci nei panni degli altri conoscendo nuove realtà, confrontandoci con situazioni diverse.

Viaggiando per il mondo ho capito che un sorriso è pur sempre un sorriso a Parigi come a Tokyo, le emozioni sono universali.

 

Libertà e no ai condizionamenti

Chi l’ha detto che io non possa uscire in pigiama con le ciabatte? Dove sta scritto che io debba sempre uscire pettinata, vestita di tutto punto? E se invece una volta uscissi in tuta, struccata, forse come donna varrei di meno?

Non lasciamoci mai sopraffare, abbiamo sempre il coraggio di essere noi stessi, non lasciamoci condizionare dagli stili di vita che la società ci impone se non ci riflettono come persona.

Non scorderò mai una mattina di Marzo, ero affacciata alla finestra di camera nella mia casa a Londra e vidi passare una signora che era vestita in modo particolare: ciabatte, maglia della tuta rosa, gonna verde, pantacollant blu e mollettone giallo in testa, completamente spettinata. Sorrisi e subito dopo pensai “Brava, ha fatto bene! Se oggi le andava di uscire cosi non posso che stimarla. Dovremmo avere tutti il coraggio di essere se stessi no matter what”.

Viaggiare ci insegna ad essere liberi, libertà di espressione, libertà di pensiero, libertà nel metterci una cosa al posto di un’altra. Viaggiare ci insegna a non avere paura.

 

Ci rende vivi e felici

Molti studi confermano che chi acquista un biglietto aereo ed è in procinto di partire per un viaggio è più felice di chi invece acquista un semplice oggetto di casa.

In questo senso, sono un’attiva promotrice: ho sempre creduto che sia molto meglio un passaporto pieno di timbri piuttosto che una casa piena di cose inutili.

Viaggiare è un’esperienza, non c’è niente che può renderti più ricco e più felice!

Viaggiare ci rende vivi, magari il viaggio che desideriamo fare lo stavamo aspettando da tempo immemorabile e finalmente arriva il giorno della partenza. Ditemi, come vi sentite? Non vi sentite come se il mondo fosse vostro? Non vi sentite emozionati, l’adrenalina non vi scorre nelle vene? Non vi sentite forti e vivi come non mai?

Quella sensazione di gioia, mista ad euforia, unica nel suo genere!

Queste emozioni non le possiamo vivere se facciamo shopping, come non le viviamo stando seduti a guardare un film sul divano di casa. Viaggiare è davvero vita!

 

Curiosità a go go 

Da che mondo e mondo, più si vivono esperienze diverse, più vediamo cose nuove, più la nostra mente si allarga, più entriamo in contatto con tutto ciò che non conosciamo.

Un esempio lampante è sperimentare piatti nuovi: quanti di voi durante un viaggio ordinano sempre italiano, andando sul classico, oppure sperimentano? Io sono una di quelle che sperimenta, sono in un paese straniero e trovo corretto assaggiare gusti nuovi, a mio rischio e pericolo ovvio!

Non è forse questa curiosità? Solo viaggiando possiamo fare ciò!

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